In Vitro” di Juana Dìaz

 

L'opera di Juana Diaz, discute la realtà in una forma poetica stando che quella realtà è sempre una domanda aperta, piena di variabili permissive. Queste variabili sono date per l'esercizio o pratica artistica che si dipana nella sua opera, cioè: insistere e tendere.... discutere il modo di esistere delle cose attraverso le sue logiche.
Sapendo che i segni ed i simboli sono trappole, questi, giungono alle sue mani e si trasformano in trasferimenti; sociale - culturale, significato - apparato (attrezzo), materia e domanda. Tutto il problema, consistenel sapere se, il linguaggio stesso possa tendere la realtà senza che questo si deformi e manchi totalmente di di senso. Questa contraddizione si applica alla realtà e al possibile, aprendo paradossi. È qui che prende posizione la sua opera; un gioco di immagini, piuttosto un fuoco di immagini senza catene: Scatola, contenitore, vetrina, apparato, / tessuto, panno, coperta, cappotto, riparo / strappare, tagliare, produrre, e così via. Insistere è il suo modo di lavorare, tendere la realtà la sua forma di operare

 


Francisco Paredes G,

 

Direttore Spacio Nomade

 

 

 

 


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ConversAzioni di Pamela Pintus e Nikolas Sato

 

testo di Justo Pastor Mellado

 

 

 

 

 

Ho incontrato Pamela Pintus quando è venuta in Cile alcuni anni fa, per realizzare una residenza nel Parco Culturale di Valparaiso. La sua ricerca l'ha portata a percepire l'effetto delle contraddizioni che la memoria storica cristallizza nelle biografie. Non è ancora nata quando il colpo di stato contro Allende è avvenuto; tuttavia, la sua personale biografia le fa conoscere degli indizi che riguardano altre situazioni della politica italiana contemporanea. In questo modo, il colpo di stato contro Allende si raffigura partendo da una coerente ricerca documentaria, in una sorta di scenografia sulla quale si materializza la minaccia del fascismo ordinario e l'inizio degli anni di piombo. Allende, mantenendo le giuste proporzioni, è oggetto di un'offensiva analoga e la rete Gladio ha i propri corrispondenti nel continente americano. Le minacce alla solidarietà proletaria sono condivise nell'ambito della paranoia locale propria di una guerra fredda che depotenzia la possibilità di un compromesso storico, che in realtà metterebbe in discussione la politica estera statunitense nell'Europa degli anni Settanta.

 

Pertanto lo scopo di Pamela Pintus è quello di stabilire un ponte con la propria memoria artistica e politica italiana, formalmente appollaiata sui residui pittografici dell'esperienza cilena sconfitta, che nel 1974 può solo prendere coscienza della propria situazione attraverso le tracce del represso, nell'immagine e nel corpo. L'opera della Pintus ricorre quindi ai manifesti disegnati all'epoca da Salvatore Gregorietti, rielaborati per costruire un cumulo totemico destinato a "illustrare", paradossalmente, lo spazio della rappresentazione, classificandolo in conformità alle zone aristoteliche nelle quali si mette in relazione il "mondo sopralunare "dell'ideologia e "il mondo sublunare" delle cose del mondo.

 

Allo stesso modo, in una stanza contigua, Pamela Pintus riprende la visione del documentario "Murales" realizzato nel 1974 da Michele Sambin, in cui combina scatti di azioni murali svoltesi in Cile e i murales dipinti dalla Brigata Salvador Allende,composta da artisti cileni che erano stati esiliati in Francia e in Italia. Inoltre produce un tappeto basato sulle testimonianze di cileni e italiani di quegli anni, sulla cui superficie il pubblico dovrà camminare per imprimere il proprio marchio.

Non solo sono "immagini dell'epoca" e iscrizioni: piuttosto, riproducono la struttura fisiognomica di altri soggetti che hanno combattuto, nel mezzo dell'identificazione segnaletica e giudiziale, per l'accesso al loro status di cittadini e le cui immagini stampate in bianco e nero ci fanno pensare che ogni epoca possiede l'emulsione che merita, per riprodurre tecnologicamente la sospensione del dramma.

 

Nikolás Sato, da parte sua, è un giovane artista cileno che vive a Valparaiso, quando Pamela Pintus viaggia per realizzare la sua residenza nel Parco Culturale, un centro divenuto tale dopo la ristrutturazione architettonica della vecchia prigione della città. Nikolás riceve Pamela Pintus con un attitudine formale e ospitale che, attraverso il lavoro di gestione di Chiara Mambro, ha instaurato le condizioni idonee affinché Pamela potesse svolgere il suo lavoro.

Tuttavia, silenziosamente, qualcosa era accaduto ed operò come una trama segreta in questo interscambio di artisti. L'ex sindaco della città durante il governo di Salvador Allende era un filosofo e grande lettore di Antonio Gramsci, che dovette lasciare il proprio paese come esiliato in Italia dopo aver attraversato diversi centri di detenzione, tra cui la prigione dove oggi sorge il Parco Culturale di Valparaiso. Questo grande uomo, Sergio Vuskovic, ha lavorato per anni a Bologna e conobbe Enrico Berlinguer, con il quale discuteva in continuazione delle questioni dell'egemonia.

 

Pamela Pintus, allora, viene a lavorare a Valparaiso, che era l'unica città in Cile in cui si leggeva Gramsci. Questo fatto non è irrilevante, se considerato in relazione alla storia politica locale e al modello di leadership politica che Sergio Vuskovic ha introdotto durante il suo mandato.

 

A quanto detto va aggiunto che a Valparaiso è sempre esistito un "Parco d'Italia", con monumenti in marmo e copie di riferimenti greco-romani, e li era presente una colonna in cima alla quale la comunità dei residenti italiani installò una lupa romana donata da Mussolini. Era una copia in bronzo, realizzata a Genova, come altre centinaia che furono distribuite in tutto il mondo negli anni Trenta. Tutto ciò risulta essere un segno molto contraddittorio, e non meno reale, della presenza di una consistente colonia italiana nel porto, che arriva ad avere un grande spazio nella cultura cilena contemporanea.

 

 

 

È da qui che Nikolás Sato recupera le immagini delle rovine di questo parco, con i suoi monumenti mutilati ed intervenuti, come prova inconfutabile delle perdite che esistono nelle relazioni politiche e culturali. Lo fa attraverso riproduzioni serigrafiche, come se fossero manifesti di grandi musei o depositi di rovine di un'antichità assolutamente vicina a noi, esponendo le condizioni della presenza di un tempo storico compresso dalle vicissitudini della memoria.

 

 

 

Justo Pastor Mellado

 

Crítico d'arte / curatore indipendente

 

Ex Direttore del Parque Cultural di Valparaíso

 

Réplicas è una mostra multimediale il cui approfondimento artistico verte sul terremoto in Italia e in Cile e sul concetto di replica. I luoghi oggetto di questa ricerca artistica da parte di Estefanía Muñoz e Francisco Belarmino sono le cittá di Illapel, investita nel 2015 da un terremoto di magnitudo 8.8 della scala Richter e Amatrice, distrutta nel 2016 da un terremoto di magnitudo 6.5 della medesima scala.L'esposizione è composta da due installazioni video, in cui viene approfondito il concetto di replica come esercizio artistico e ricerca di un significato che dia un'estensione retorica al vissuto di coloro che hanno perso tutto. Le fessure dei muri divengono così metafora di rinnovazione, di un cambio drammatico di passo. Le planimetrie abbozzate dai proprietari di case ormai distrutte prendono vita in una renderizzazione che restituisce dignità e valorizza la memoria domestica di ciò che è stato. Infine una installazione audio registra le voci che si sollevano tra un cumulo di macerie create da una sola matrice, repliche appunto di un originale. Queste voci appartengono a coloro che hanno vissuto in prima persona le scosse e narra come l'arte accomuni esperienze traumatiche geograficamente distanti e doni la capacità di replica ad avvenimenti che si ripetono inesorabilmente negli anni.
"
Réplicas" é il frutto della residenza d'arte organizzata da Sinopsis Australis per l'anno 2017, curata da Fabiana Di Majo e realizzata grazie al prezioso contributo di Pamela Pintus.


Réplicas es una exposición de artes mediales cuyo estudio artístico se enfoca en los terremotos ocurridos tanto en Italia como en Chile y sobre el concepto de réplica. Las ciudades para esta investigación artística de Estefanía Muñoz y Francisco Belarmino fueron la ciudad de Illapel, sacudida en el 2015 por un terremoto de 8,8 grados en la escala de Richter y Amatrice destruida en 2016 por un terremoto de 6,5 en la misma escala. La exposición se compone de dos instalaciones de vídeo, en el que se discute el concepto de réplica como un ejercicio artístico, en busca de un significado que le daría una extensión retórica de la experiencia de aquellos que lo han perdido todo. Las grietas en las paredes se vuelven metáforas de renovación, o de cambios dramáticos. Los planos dibujadoss por los propietarios de viviendas destruidas, ahora cobran vida en una representación que restaura la dignidad y reflexiona sobre una memoria cotidiana y difusa. Finalmente, en una instalación sonora, hay voces que se elevan desde un montón de escombros creados a partir de una matriz, réplica de un original de Amatrice. Estas voces pertenecen a aquellos que han experimentado en primera persona el sismo. Da cuenta como el arte une experiencias traumáticas geográficamente distantes y de los efectos de las réplicas frente los eventos que se repiten sin cesar en los últimos años.
Réplicas es el resultado de la residencia de arte organizada por Sinopsis Australis en el año 2017, curada por Fabiana Di Majo, en comunión a la valiosa contribución de Pamela Pintus.

 

 

 

 

 

Nell'ambito del programma di residenze d'arte lanciato da Sinopsis Australis, Estefania Muñoz e Francisco Belarmino

hanno iniziato il loro percorso residenziale che terminerà il 30 Maggio con l'esposizione "Réplicas" curato da Fabiana di Majo.

El recuerdo, como el oro, no se oxida. Queda en la mente constituyendo el archivo de nuestra vivencia. A crearlo son experiencias significativas, no necesariamente extraordinarias, pero en todo caso capaces de forjar la conciencia y, sobre todo, de imprimir un nuevo curso, repentino cuanto determinante, al plano existencial de cada uno. Es consciente de esto Pamela Pintus que, en Chile, con su residencia en Valparaíso, ha vivido la misma experiencia inolvidable, encaminando una nueva estación de su pintura, sin perder nada en términos de especificidad y coherencia. En este paso el oro ha adquirido un papel matérico, además de simbólico, al mismo tiempo connotación territorial y metáfora de existencia. El metal ha entrado prepotentemente en su (no) figuración, trazando el estilo y asumiendo un valor memorial, también revivido sobre la tela de múltiples cicatrices, ejecutadas en relieve, como intento de apuntar el pasado, de anudar los hilos del proprio vivido. Fruto de eclecticismo estilístico y nomadismo cultural, la pintura de Pamela Pintus favorece los tiempos cadenciosos de la memoria y la materia, concretando composiciones predominantemente horizontales, determinadas por el agregarse de fajas netas, llenas de color, episódicamente comprometidas por expresivas coladuras. Palimpsestos matéricos engendrados en una poética búsqueda de lugares físicos y mentales, en alternancias y superposiciones emotivas que se han estratificado en curso de obra entregando un tejido de lírica compostura. Un trabajo dentro del cual se genera un proceso de atesoramiento de la experiencia entre realidad y ficción, memoria y presente.

Carmelo Cipriani - curador

 

 

 

 

 

 


Nerina Toci, un'artista giovanissima ma dotata dell'intensità di una "femmina" che ha vissuto per secoli. Le sue opere fanno venire in mente le riflessioni del gesuita padre Pirrone e del principe Fabrizio Salina, personaggi de Il Gattopardo, capolavoro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. “... tutte le manifestazioni siciliane sono manifestazioni oniriche, anche le più violente: la nostra sensualità è desiderio di oblio, le schioppettate e le coltellate nostre, desiderio di morte; desiderio di immobilità voluttuosa, cioè ancora di morte, la nostra pigrizia, i nostri sorbetti di scorsonera e cannella; il nostro aspetto meditativo è quello del nulla che voglia scrutare gli enigmi del nirvana...." Entrare nelle sue opere, significa accettarne le contraddizioni, subirne il tormento, adagiarsi sulle forme morbide e torturarsi con le asperità nascoste, pulsioni di vita e pulsioni di morte, il vento che scompiglia e il sole che addomestica. Il viaggio intimo alla ricerca dell'intimo pensiero dell'artista. Un viaggio che inizia come un' innocente esperienza voyeuristica e termina con un’ inaspettata introspezione dello spettatore.

Katy Ferrante -curatrice

Nerina Toci, artista joven, se distingue por una intensidad que la acerca a una “mujer” que vivió a lo largo de muchos siglos. Sus obras recuerdan las reflexiones del jesuita padre Pirrone y del príncipe Fabrizio Salina, personajes de “ Il Gattopardo”, una obra maestra de Giuseppe Tomasi di Lampedusa: ".... todas las manifestaciones sicilianas, incluso las más violentas, son manifestaciones oníricas: nuestra sensualidad corresponde al deseo de olvidar, los disparos y los cuchillazos, deseo de muerte, deseo de inmovilidad voluptuosa, es decir, aún muerte, nuestra pereza, nuestros sorbetes de escorzonera y canela; nuestro aspecto meditativo es el de la nada que quiere meterse en los enigmas del nirvana ... “ adentrarse en sus obras significa aceptar sus contradicciones, soportar el tormento, acomodarse en las formas suaves y torturarse con las durezas ocultas, pulsiones de vida y pulsiones de muerte, el viento que desordena y el sol que calma. Se trata del viaje íntimo que busca el pensamiento íntimo de la artista. Es un viaje que comienza como una inocente experiencia de exploración y termina con una inesperada introspección del espectador.

 

 

 

 

Tra le Pieghe
 MOSTRA FOTOGRAFICA

di NERINA TOCI


“ Le parole racchiudono memoria e fantasia. Portano il segno del passato, sono intinte nella storia, nei suoi grandi avvenimenti, ma anche nei piccoli, nella piccola storia e la sua casualità. Il loro significato si lega spesso a usanze perdute, ad abitudini da tempo dismesse, a racconti e leggende”. Gian Luigi Beccaria
 Le pieghe di Nerina sono quei strati dell'animo che ognuno cela dentro se stesso, mondi lontani conosciuti al nostro inconscio, luoghi insolitamente familiari. Le pieghe dei nostri ricordi Le pieghe dello sguardo che amiamo Le pieghe del cuore dove nascondiamo tutto l'amore che possiamo. Le pieghe che prenderá il nostro destino. Un luogo non luogo, attraversato spesso corporalmente dall'autrice che fa da catalizzatore della nostra attenzione, e lei senza fatica alcuna schiude le proiezioni del suo intimo de etereo mondo , de il nostro sguardo vi entra senza pudore alcuno, lasciando il passo alla libertá.

Data 1 Luglio ore 20:00
Villa Clodia, Via del Mattiolo 3, Manziana (RM)
info@villaclodia.comInfo@sinopsisaustralis.com -
06 996 2966

Tra le Pieghe
 MOSTRA FOTOGRAFICA

di NERINA TOCI


“ Le parole racchiudono memoria e fantasia. Portano il segno del passato, sono intinte nella storia, nei suoi grandi avvenimenti, ma anche nei piccoli, nella piccola storia e la sua casualità. Il loro significato si lega spesso a usanze perdute, ad abitudini da tempo dismesse, a racconti e leggende”. Gian Luigi Beccaria
 Le pieghe di Nerina sono quei strati dell'animo che ognuno cela dentro se stesso, mondi lontani conosciuti al nostro inconscio, luoghi insolitamente familiari. Le pieghe dei nostri ricordi Le pieghe dello sguardo che amiamo Le pieghe del cuore dove nascondiamo tutto l'amore che possiamo. Le pieghe che prenderá il nostro destino. Un luogo non luogo, attraversato spesso corporalmente dall'autrice che fa da catalizzatore della nostra attenzione, e lei senza fatica alcuna schiude le proiezioni del suo intimo de etereo mondo , de il nostro sguardo vi entra senza pudore alcuno, lasciando il passo alla libertá.

Data 1 Luglio ore 20:00
Villa Clodia, Via del Mattiolo 3, Manziana (RM)
info@villaclodia.comInfo@sinopsisaustralis.com -
06 996 2966

Expo Los Reyes tuertos, fotografie di Orlando Rojas
Expo Los Reyes tuertos, fotografie di Orlando Rojas
LOS REYES TUERTOS
LA FOTOGRAFIA EMERGENTE DI VALPARAÍSO

 

CARLOS SILVA//LELE HOLPZAFEL//JUVENAL BARRIA//
SEPIA BRINDIS// ORLANDO ROJAS//JOHN UBERUAGA

Per il secondo anno consecutivo Sinopsis Australis, il programma di residenze italocilene, ha il piacere di presentare i lavori fotografici della serie VALPOST, quest'anno i protagonisti , appunto “los reyes tuertos”, presentano i propri scatti in una cittá ad alto contenuto culturale come Capo d'Orlando, una raritá di questi tempi, un plauso quindi all'ammistrazione locale che ha reso questo evento possibile. L'appuntamento per apprezzare questi scatti e dicuterne assieme e' il prossimo venerdí ore 18:00 presso lo Spazio LOC di Capo d'Orlando – via del Fanciullo 2 – info@sinopsisaustralis.com .

Di seguito il testo del curatore Pablo Suazo.

Una cronaca fotografica di una Valparaiso attuale.

Una chiamata agli obbiettivi di sette fotografi le cui poetiche si sono svolte tra i vicoli questa cittá..

Porto principale del Cile e polo universitario, oggi e' afflitto dagli stessi luoghi comuni di tutte le cittá dei nostri tempi: immondizia, speculazione immobiliaria, incendi ed un costante dibattito attorno al patrimonio e al restauro.

Questi argomenti arricchiscono temporaneamente lo spirito della citta`, un disordine urbanistico convogliato in un terreno che non gli appartiene: un cumulo di colline che si imbottigliano in un cuore commerciale che precendentemente apparteneva alle acque saline del mare.

Questa struttura si sovrappone alla dinamica dei flussi umani , dai dorsi alla città, ramificazioni di rotte , percorsi già tracciati da tempo dell'acqua piovana.
Con la stessa forza del temporale si trincerano oggi in quei luoghi il commercio ambulante e gli ubriachi.

 
 
1974,Memoria de Chile, Pamela Pintus
1974,Memoria de Chile, Pamela Pintus

“Corría el año 2011, nacía una linda niña hija de tres continentes, con ella , al mismo tiempo, nacía un proyecto visceral de aporte al mundo de la cultura en donde el viaje y el traslado significaba hacerse embajador de una cultura hacía otra  bajo forma de personas y pasiones. Así  una idea fija radicada en Valparaíso se engendró la Sinopsis Australis para que recorriera a gran voz el mundo  acompañada por el arte contemporáneo emergente.”
Chiara Mambro
 
Sinopsis Australis es un programa de gestión cultural y residencia de arte presente en Italia desde el año 2011. Este programa se ocupa principalmente de aspectos de residencias artísticas, logísticas de exhibición , medios de comunicación  y organización completa de  eventos de artísticos y culturales. Ha colaborado activamente en conjunto con la Embajada de Italia en Santiago de Chile y el Instituto Italiano de Cultura en Santiago.
Nos ocupamos de crear un puente cultural entre los países de Italia y Chile, de tal modo a través del programa se han realizado residencias de artistas europeos en Chile y de arte chileno contemporáneo en Europa, logrando conseguir una gran visibilidad y curiosidad por el mercado del arte contemporáneo chileno.
Las residencias de arte tanto en Chile cuanto en Italia tienen la característica de privilegiar el aspecto antropológico que el artista tiene que enfrentar al llegar en un país ajeno, el si mismo se pone en discusión y con eso la practica productiva. Por lo tanto la reflexión nace de este enfrentamiento, el choque  ocurre (esa es la nota mas importante) en ámbitos  que no son lo de la galería de arte o del mundo del arte en general, sino en el cotidiano, en el hacer común y corriente.
Es en este preciso momento critico que la mano de un curador local, el confronto diario con el ambiente circunstante,  estimula una manera de entender el proprio arte de forma distinta que a lo mejor ,por asi decir, representa un crecimiento en términos factuales en la trayectoria del artista.
Por ejemplo  en el 2012 Nikolas Sato creó una Loba Capitolina hecha en cera de abeja virgen , la abeja representaba una de las familias romanas más poderosa en época papal.
Por otro lado, en el 2013 Pamela Pintus, artista Italiana quien realizó una residencia en Valparaiso, logró reflexionar sobre el tema de la violencia que unía, en los año 70 Italia y Chile. 1974, su obra, surgió luego de haber vivido el tiempo de creación artística en el interior del Parque Cultural de Valparaiso. Ex Carcél de hecho.
Carlos Vidal Carvacho, (2014) representó el arte geométrico bajo la ley matematica aplicada en la naturaleza , que había identificado el italiano Luca Pacioli ,a través de un material que representa Chile en el mundo:el cobre.
Estas experiencias precedentes han subrayado la importancia que tiene para los artistas residentes, poder realizar un proyecto visual en un contexto con más de 2000 años de historia artística. La residencia se desarrolla en la región del Lacio entre las ciudades de Viterbo y Roma, qua han sido las cunas del arte desde época romana  y luego  medieval. En Chile la residencias se viven en una ciudad tan ecléctica y bohemia como es Valparaíso, uno de los pocos lugares donde arte representa un vivir sin la urgencia de sobrevivir. Aquí la contaminación, la historia y la innovación  representan elementos de vida diaria.
Sinopsis Australis se ha especializado también como aporte valioso en la producción de grandes eventos culturales como la Bienal del fin del Mundo (enero del 2015) actividad en la cual fueron partícipes más de 50 artistas correspondientes a 25 países del mundo, Festival de Arpas de Cerdeña y Valpost (Roma-2015).
Este año estamos trabajando en un ciclo de residencias en conjunto con el Instituto italiano de Cultura, hemos fortificado nuestra presencia en el circuito artístico contando con el apoyo de Instituto Latino Americano de Roma , la Fondazione Michelangelo Pistoletto, Embajada de Chile en Italia y Fab Lab de la Intendencia Regional del Lazio.


A las mitades de Marzo se darán a conocer las bases para postular a las residencias en Italia para el 2016.


Texto publicado en http://www.estudiom5.com/#!curatora/c1ukr